Per la preghiera e la riflessione offriamo una traduzione completa delle preghiere di Papa Francesco, pronunciate il 1° ottobre 2024 - durante la liturgia penitenziale nella vigilia del sinodo - dai cardinali Oswald Gracias, Michael Czerny, Seán Patrick O'Malley, Kevin Joseph Farrell, Cristóbal López Romero, Víctor Manuel Fernández e Christoph Schönborn.
1. Con vergogna vi chiedo perdono, Dio Padre, per il peccato della mancanza di coraggio. Il coraggio necessario per sforzarsi di ottenere la pace tra le persone e le nazioni; il coraggio di riconoscere l'infinita dignità di ogni vita umana in ogni sua fase - dalla nascita alla vecchiaia, specialmente quando si tratta di bambini, persone ammalate e poveri, quando si tratta del diritto al lavoro, alla terra, alla casa, alla famiglia, a una comunità in cui vivere liberamente; il coraggio di apprezzare il valore del paesaggio e della cultura di ogni angolo del pianeta. Lo sforzo per la pace richiede coraggio per dire sì all'incontro, no alla contesa; dire sì al rispetto degli accordi, no alle provocazioni; sì alla sincerità, no all'ambiguità.
A nome di tutti noi credenti chiedo perdono per tutti coloro che oggi vengono al mondo e per quelli che verranno dopo di noi, chiedo perdono per le generazioni future a cui trasmetteremo questo "mondo in prestito" e che hanno il diritto di abitarlo un giorno in unità e pace. Quanto più grave è il nostro peccato quando invochiamo il nome di Dio per giustificare guerre e discriminazioni. Perdona a noi, Signore.2. Con vergogna vi chiedo perdono per il fatto che anche noi, credenti, abbiamo avuto parte nel devastare il giardino della creazione, che abbiamo trattato il mondo creato secondo le nostre voglie, che lo abbiamo difeso così poco. Con vergogna vi chiedo perdono per non aver riconosciuto il diritto e la dignità di ogni persona, per aver discriminato e sfruttato - in particolare la popolazione indigena - e così aver assecondato i sistemi schiavisti e coloniali. Con vergogna vi chiedo perdono quando abbiamo partecipato e continuiamo a partecipare alla diffusione globale dell'indifferenza verso le tragedie dei migranti, per i quali le vie marittime e le frontiere tra le nazioni diventano strade di morte anziché strade di speranza. Il valore di una persona supera sempre l'importanza delle frontiere. In questo momento sento la voce di Dio che chiede a ciascuno di noi: "Dov'è tuo fratello, dov'è tua sorella?" Perdona a noi, Signore.
3. Con vergogna vi chiedo perdono per ogni violazione della coscienza, abuso di potere e abuso sessuale, di cui noi credenti abbiamo avuto una parte o di cui ci siamo resi colpevoli. Che vergogna e dolore provo nel pensare in particolare agli abusi sessuali su minori e vulnerabili, a quegli abusi che hanno privato queste persone fragili e indifese della loro innocenza e hanno disonorato il sacro in loro. Con vergogna vi chiedo perdono quando abbiamo abusato della nostra posizione - derivante dall'ordinazione o dalla vita religiosa - e con la sensazione di poterla fare ci siamo diabolicalmente approfittati dei piccoli e dei poveri. Perdona a noi, Signore.
4. Con vergogna vi chiedo perdono a nome di tutti i membri della Chiesa, e in particolare noi uomini, ogni volta che abbiamo rifiutato di riconoscere e difendere la dignità delle donne, quando le abbiamo condannate al silenzio e alla subordinazione, e non di rado - soprattutto nell'ambiente della vita consacrata - le abbiamo sfruttate.
Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui non ci siamo presi cura della fragilità e delle ferite delle famiglie, e invece le abbiamo subito giudicate e condannate. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui abbiamo tolto alla giovane generazione speranza e amore, quando non abbiamo compreso le difficoltà della crescita, le difficoltà durante la formazione dell'identità, quando non siamo stati disposti a sacrificarci per il diritto dei giovani a trovare un lavoro dignitoso e giustamente retribuito, in cui possano esprimere il loro talento e la loro professionalità.
Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui abbiamo privilegiato la vendetta rispetto allo sforzo per la giustizia, quando abbiamo lasciato quelli che hanno peccato abbandonati in carcere, quando abbiamo fatto ricorso alla pena di morte. Perdona a noi, Signore.5. Con vergogna vi chiedo perdono a nome di tutti i membri della Chiesa, per aver distolto lo sguardo da Cristo nei poveri e per averci curati delle eleganti decorazioni degli altari e di noi stessi, e così abbiamo tolto il pane agli affamati. Con vergogna vi chiedo perdono per la nostra inerzia, che non ci permette di essere una Chiesa povera per i poveri e con cui ci sottomettiamo ai seducenti poteri, alla lusinga dei primi posti e dei titoli altisonanti. Con vergogna vi chiedo perdono quando cediamo alla tentazione di chiuderci in noi stessi, ben protetti nel nostro ambiente ecclesiale malato, in cui misuriamo tutto in base a noi stessi, quando rifiutiamo di uscire verso le periferie geografiche ed esistenziali. Perdona a noi, Signore.
6. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui nella Chiesa - in particolare noi pastori, che dobbiamo rafforzare i nostri fratelli e sorelle nella fede - non siamo stati in grado di proteggere e presentare il Vangelo come una fonte viva di novità eterna, quando abbiamo "indottrinato" il Vangelo e rischiato di ridurlo a un mucchio di pietre morte da lanciare contro gli altri. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui abbiamo fornito una giustificazione dottrinale a trattamenti inumani. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui non siamo stati testimoni credibili che la verità libera, quando abbiamo ostacolato la legittima inculturazione della verità di Gesù Cristo, che sempre cammina lungo le strade della storia e della vita, per farsi trovare da coloro che desiderano seguirlo fedelmente e con gioia. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le azioni e le omissioni che hanno ostacolato e ostacolano l'unità della fede cristiana e l'autentico fratellanza di tutta l'umanità. Perdona a noi, Signore.
7. Con vergogna vi chiedo perdono per tutti gli ostacoli che abbiamo posto lungo il cammino nel costruire una Chiesa realmente sinodale, "symphonico", una Chiesa consapevole di essere il popolo santo di Dio, che cammina insieme e riconosce la comune dignità battesimale. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui non abbiamo ascoltato lo Spirito Santo, ma noi stessi, difendendo opinioni e ideologie che feriscono la comunione in Cristo, la comunione di tutti, che alla fine dei tempi il Padre attende. Con vergogna vi chiedo perdono per tutte le situazioni in cui abbiamo deformato l'autorità in dominazione, soffocato la pluralità, non abbiamo ascoltato le persone, ostacolato tanti fratelli e sorelle nella partecipazione alla missione della Chiesa e dimenticato che nel corso della storia tutti noi, attraverso la fede in Cristo, siamo chiamati a diventare pietre vive nell'unico tempio dello Spirito Santo. Perdona a noi, Signore.