Ancora qualche nota – sempre nel tentativo di liberarti da tutte queste paure irrazionali e ansiète:
1) Fare del bene per gli altri è una cosa fantastica. Il problema sorge quando cerchiamo per noi stessi riconoscimento. La prima è infatti rivolta al prossimo, la seconda piuttosto a se stessi, si tratta delle proprie necessità e auto-soddisfazione.
2) Essere "gentile/gentile" non è una categoria etica. Tale indicazione non si trova né nel Vangelo né nella Regola, dove apprendiamo molto concretamente cosa dobbiamo fare. Cerca di riferirti di più a loro piuttosto che a qualche vago e nebuloso desiderio di essere gentile.
3) Né Cristo né Sant' Benedetto né nessuno di noi desidera astratta perfezione. Ci interessano persone reali, santi di carne e ossa, consapevoli dei propri errori e limiti, che sanno di avere bisogno di salvezza, e portano al Signore aree concrete da guarire e redimere. Ci interessano persone vere, che confidano che Dio le ama, che credono in questo (fede!) e sanno accettare pacificamente le proprie cadute e i propri inciampi. Cristo ha chiamato proprio te, desidera te, nulla di più e nulla di meno, non cerca individui ideali.
(Mary David Totah, OSB /1957–2017/, Gioia di Dio)