La tua bella lettera mi ha molto rallegrato, è cibo per la mia anima. (…) In me non c'è ancora nulla, è sempre una notte buia. Dov'è il tempo in cui leggevo rapita, forte, coraggiosa, san Giovanni della Croce e con l'anima ridente volavo così in alto! È passato il tempo in cui "intrecciavamo ghirlande di fiori e di pregiati smeraldi all'alba fresca..."
Mia Terezia, tu mi comprendi così bene e la tua anima è così fedele eco della mia anima! Sì, il mattino della nostra vita è passato, ora è così difficile, così faticoso il meriggio...
Eppure mi viene in mente qualcosa: san Giovanni della Croce non dice che "l'anima intreccia ghirlande all'alba fresca, ma di fiori scelti all'alba fresca". Quindi ora, a meriggio, l'anima intreccia fiori scelti un tempo all'alba fresca...
Ora non ha nulla da offrire al suo Amato se non un mazzo già colto, non sa fare altro che legarlo "con un solo suo capello..."
Mia amata Teresa, tu credi che questo unico capello del nostro amore sia sufficiente?... Credi che Dio non chieda a me di scegliere nuovi fiori e nuovi smeraldi, di coltivare molte virtù, di avere "desideri divinamente profumati", ma solo di legare con amore i fiori dell'alba fresca?... Bene, pensi che ora basti solo l'amore? Ah, questo pensiero mi riempie di gioia...
(Celina Martin, lettera alla sorella Teresa, KT 154, 12 luglio 1893)