La santità non la troviamo dall'altra parte delle nostre debolezze.

È difficile accettare la propria insufficienza; ci sentiamo frustrati per essa, a volte anche disperati. Pensiamo che raggiungeremo la santità solo dopo aver superato la nostra debolezza, e perciò desideriamo che Dio dimostri il suo amore per noi proteggendoci dalla debolezza, permettendoci così di essere santi.
Vediamo però che Dio non agisce in questo modo: basta pensare alle vite dei santi… Non troviamo la santità dall'altra parte delle nostre mancanze, prove e tentazioni: si trova nel mezzo di esse. Sta a noi imparare a comprenderlo, ad imparare ad accettare la nostra debolezza e a perseverare in essa, però con fede e fiducia, in una totale abbandono al Signore. Allora ci apriamo alla grazia e al potere di Dio. Ma non che dobbiamo amare il sentimento di debolezza in sé, assolutamente no: lo amiamo solo perché permette a Dio di operare nella nostra anima.
Dio è molto soddisfatto del tuo impegno e ti solleva verso di sé, ti santifica. E se una persona ha questa dolce fiducia e certezza, allora non c'è motivo di perdere coraggio.

(Mary David Totah, OSB /1957–2017/, La gioia in Dio)