Eccomi! (Riflessione sulla parola chiave della Bibbia)

Lucia Feverati

L’espressione: „Eccomi,” non significa solo: „Sono qui,” ma: „Sono qui per te!” Come se Dio avesse trovato il tuo profilo su Facebook e ti avesse chiesto di aggiungerlo tra gli amici. Accettare la sua amicizia significa dire: „Eccomi!” Sapete quanti di questi: „Eccomi!” ci sono nella Bibbia? Non solo quello detto da Maria (Lc 1,38). Ce ne sono 49!

Notate che esiste persino un “Eccomi!” detto dalle stelle. Dio chiama le stelle1 e loro rispondono: „Eccoci!” (Bar 3,35) e brillano gioiosamente per Colui che le ha create. Non gli hanno mai detto di no. Se lo avessero fatto, il cielo sarebbe diventato buio.

Anche il nostro „No!” lascia il mondo più buio. A volte pensiamo: „Non gli ho detto: ,No‘!” Ma quando non rispondiamo, è come se dicessimo: „No.” Se passiamo accanto a una persona sola senza prestarvi attenzione per un minuto, [o] se non comprendiamo chi sta piangendo, anche quelli sono dei: „No.”

Chiediamoci se non diciamo parole che feriscono o se non lanciamo sguardi che gelano. Non succede forse che sappiamo tutto di tutti, ma niente di Cristo, che ha le chiavi del senso della vita? [Così] non si fa torto a Lui, ma a noi stessi, poiché siamo chiamati ad amare il mondo intero, e ci accontentiamo di una simpatia momentanea. Facciamo torto al mondo, che senza il nostro ardore diventa ancora più freddo, senza la nostra preghiera è arido, senza la nostra armonia è meno pacifico.

I nostri „Eccomi!” sono una questione quotidiana, la responsabilità in essi ci prepara ai momenti decisionali. I quotidiani „Eccomi!” ci allenano a non perdere di vista Gesù e i „collegamenti” che [lui] ci ha preparato sui binari, [verso] la felicità.

 

Nota redazionale: Aggiungiamo a questo fresco articolo tre brevi aggiunte:

L’italiano Eccomi!, che sta nel titolo dell’articolo nell’originale, è un equivalente letterale dell’espressione ebraica hinnē. L’equivalente greco idū deriva da un verbo che significa: vedere; significa quindi letteralmente: „Ecco!” Così parla anche Maria in Lc 1,38.

Vale la pena ricordare anche alcune altre: „Eccomi!” o „Ecco!” Così rispondono al Signore Abramo (Gen 22,1), Mosè (Es 3,4), Samuele (1Sam 3,4s.), Isaia (6,8) e il salmista (Sal 40,8). Ma anche il Signore lo dichiara al suo popolo (Is 52,6; 58,9). Nelle storie dei patriarchi, così Giuseppe risponde a suo padre Israele (Gen 37,13). E Pilato, con questa parola, mostra al popolo Gesù flagellato (Gv 19,5.14).

In riferimento a questi testi biblici menzionati, poi il diacono assistente durante il rito liturgico di ordinazione dei sacerdoti chiama i candidati per nome e ognuno di loro risponde: „Ecco!” Così avviene anche nell’ordinazione dei diaconi, nell’istituzione dei lettori e nell’istituzione degli acoliti.