Z vánoční promluvy svatého Bernarda se do italštiny překládá jako: "Dalla predica di Natale di San Bernardo" Pokud potřebujete konkrétní část textu přeložit, prosím, uveďte ji a rád ji přeložím.

P. Gorazd Cetkovský, O.Carm.

Il Natale è per noi non solo una festa che porta riposo e momenti belli tra di noi, ma per noi cristiani la celebrazione del Natale nasce dalla nostra fede che il bambino Gesù è la salvezza per il mondo. E le festività influenzano anche retroattivamente la nostra fede: la ravvivano e la approfondiscono. La liturgia natalizia, i testi della Sacra Scrittura, ma anche le canzoni natalizie e le varie usanze natalizie sono per noi un'opportunità per tornare all'inizio di tutta quella gioiosa felicità, di tutto quel grande impegno. Quest'anno ho trovato un testo di un sermone di san Bernardo († 1153), che esprime in modo straordinario quella gioia che nasce dalla fede nel Nascituro:1

Gesù – Cristo, Figlio di Dio, è nato oggi a Betlemme di Giuda.
La voce della gioia è risuonata nella nostra terra, la voce di esultanza e di salvezza nelle dimore dei peccatori: rallegratevi monti, ascoltate cieli e voi terra, meravigliatevi e gioite ogni creatura; ma soprattutto tu, o uomo: Gesù – Cristo, Figlio di Dio, è nato oggi a Betlemme di Giuda.
Chi ha un cuore così di pietra da non sciogliersi alla luce di queste parole? Che cosa potrebbe essere annunciato di più dolce? Che cosa di più gioioso potrebbe essere detto?
Gesù – Cristo, Figlio di Dio, è nato oggi a Betlemme di Giuda. Il cuore si affanna invano a esaurire tutta la dolcezza di questa santa notizia, cerca parole e non riesce a trovarle.

Queste frasi esprimono con belle parole la gioia per la nascita del Signore Gesù, ma non rivelano direttamente anche il motivo di questa gioia. Perché dovremmo rallegrarci tanto? La risposta la troviamo in ogni catechismo, potresti dirmi. Sì, ma è più attraente per noi il testimoniaggio di una persona concreta. Anche se la sua esperienza può essere solo parziale e non cattura tutto tanto perfettamente come quelle elaborate dottrine. E quindi ho cercato di trovare la continuazione del sermone di Bernardo e come lui percepiva e esprimeva il motivo della grande gioia per la nascita del Signore Gesù. Nella biblioteca storica del monastero di Videro sono riuscito a trovare il suo sermone2 e ho tradotto da esso ancora alcuni altri paragrafi (in modo amatoriale, come ero capace, e con una certa libertà – a favore della comprensibilità e del ritmo del discorso). E siccome il sermone del santo mi piace, voglio condividerlo con voi.

Per leggere con più attenzione e trarre un maggiore beneficio dalla lettura, è utile un breve preambolo. Notate: per apprezzare il significato della nascita di Cristo, è necessario conoscere Gesù da adulto! Dobbiamo sapere come ha vissuto poi da adulto. Cosa diceva e insegnava, cosa faceva, come morì e cosa accadde dopo la sua morte. Questo non possiamo leggerlo dallo sguardo alle mangiatoie dei nostri presepi! È necessario sapere cosa viene scritto su di lui nei Vangeli successivamente. D'altronde, lo sottolineano anche gli esperti nell'interpretazione dei capitoli evangelici sulla infanzia di Gesù: non abbiamo davanti a noi delle cronache di un'epoca in cui nemmeno l'evangelista sapeva cosa sarebbe diventato un giorno quel bambino! Sugli eventi dell'infanzia di Gesù ci raccontano retrospettivamente gli apostoli, che in Gesù, uomo adulto, riconobbero il Salvatore. E già su Gesù – bambino ci parlano in modo tale che la sua grandezza, dignità e ruolo sono preannunciati e chiaramente contenuti.

San Bernardo nel testo del suo sermone spiega e ripete il triplice contributo della nascita di Cristo per noi e lo collega a tre nomi (o titoli), che le Scritture e la nostra fede danno al Bambino nato a Betlemme: Gesù, Cristo, Figlio di Dio. Un commentatore barocco e editore dell'opera di Bernardo l'ha espresso nelle note a margine del testo in questo modo:

Triplice frutto della Nascita:

  1. Distrugge i peccati.
  2. Guarisce le vizi.
  3. Ci innalza.

Il perdono dei peccati è espresso dal nome Gesù. La guarigione dal potere delle cattive abitudini (vizi) è associata al nome Cristo (l'Unto). E l'innalzamento alla dignità di figli di Dio è strettamente legato al fatto che Gesù è il Figlio di Dio. Questo triplice significato della nascita del Signore è enfatizzato e lodato con gratitudine da san Bernardo in varie forme ancora e ancora. E ora lascio quindi la parola a lui stesso:

E in verità non è una nascita insignificante o un'ostentazione inutile!
Gesù – Cristo, Figlio di Dio è nato oggi a Betlemme di Giuda.
Voi che abitate nella polvere, svegliatevi e gioite (Is 26,19)!

Ecco, il Signore viene con guarigione, viene con unzione, viene con gloria.
GesùCristoe Figlio di Diopoiché egli stesso è guarigione, egli è unzione, egli è gloria
– come è scritto (nel libro dei Proverbi): La gloria del padre è il figlio saggio (10,1).

Beata l'anima che ha assaporato il frutto della guarigione,
e attratta corre verso il profumo (della sua) unzione (Cantic. 1,3),
per vedere la sua gloria, la gloria che ha dal Padre l'unigenito (Giov. 1,14)!

Respirate di nuovo, perduti: Gesù è venuto
per cercare e salvare ciò che era perduto (Lc 19,10).
Rallegratevi, malati: è venuto Cristo,
che guarisce i cuori contriti (Lc 4,18) con l'unzione della sua misericordia.
Esultate, chiunque desidera cose più elevate: è sceso a voi il Figlio di Dio,
per farvi partecipi della sua eredità.

E quindi ti esorto: guariscimi, Signore, e sarò sano,
salvami e sarò salvato (Ger 17,14),
glorificami e inonderai la mia gloria.

E quindi la mia anima benedirà il Signore
e tutto ciò che è in me, il suo santo nome (Sal 103,1),
quando avrai misericordia di tutte le mie iniquità,
guarirai tutte le mie malattie
e la mia voglia riempirai di cose buone (Sal 103,5).

Queste tre cose, cari, (cioè) le sperimento,
quando sento che è nato Gesù, Cristo, Figlio di Dio.

Infatti perché lo chiamiamo con il nome di Gesù (che significa: Il Signore salverà),
se non perché egli salverà il suo popolo dai loro peccati? (Mat 1,21.)
E perché vuole essere chiamato Cristo (l'Unto),
se non perché (come leggiamo da Isaia): il pesante giogo si staccherà da te come olio? (Is 10,27.)
Perché il Figlio di Dio è diventato uomo,
se non per far sì che ogni uomo diventasse figlio di Dio?

Chi si opporrà alla sua volontà?
Se Gesù giustifica, chi condanna (Rom 8,34)?
Quando Cristo guarisce, chi ferisce?
E se il Figlio di Dio innalza, chi umilia?

Quindi nasce Gesù: chiunque è colpito dalla coscienza dei peccati, che ha dichiarato di essere colpevole di condanna eterna, si rallegri. La benevolenza di Gesù infatti supera ogni quantità o abbondanza di peccati.
Nasce Cristo: chiunque sia attaccato da vecchi vizi si rallegri. Perché davanti all'unzione di Cristo nessun male dell'anima, per quanto antica, può resistere.
Nasce Figlio di Dio, chiunque prova ripetutamente il desiderio di grandi cose si rallegrino, poiché è arrivato il grande donatore. Fratelli, qui c'è l'erede (Mc 12,7), accoglietelo gentilmente, e così anche l'eredità sarà nostra (Mc 12,7).

Colui infatti che ha dato il proprio figlio, come non ci donerà insieme al figlio tutto? (Cfr. Rom 8,32.) Nessuno si scusi dal credere, nessuno esiti, abbiamo una testimonianza molto affidabile: Il Verbo si è fatto carne e ha abitato tra noi (Giov 1,14). L'unigenito di Dio voleva avere fratelli, affinché egli stesso fosse il primogenito tra molti fratelli. E affinché il timore della fragilità umana non esitasse, è diventato prima fratello degli uomini, è diventato figlio dell'uomo, è diventato uomo. E se qualcuno considera questo incredibile, la fede (ora tramite ciò che vede) è sorretta dagli occhi.