Stanotte ero a casa mia nel mio stretto letto. Ancora una volta ringraziavo Dio, non per il caldo di questo giaciglio o per la minestra di piselli, ma perché gli è piaciuto dimorare in me. (…) Spero però che quando un giorno non avrò più questo nostro pane quotidiano, continuerò a ringraziare. Per qualcos'altro. Per ciò che Dio è in me. E questo non ha nulla a che fare con uno stomaco pieno o vuoto. O almeno è quello che penso ora, accanto al camino acceso e dopo una sostanziosa colazione.
(Etty Hillesum /1914–1943/, annotazione del diario, 23 gennaio 1942)