Giovanni Paolo II e la sua preghiera

Sara Malà

Giovanni Paolo II è senza dubbio una delle figure più significative del XX secolo. Il suo pontificato è iniziato il 16 ottobre 1978, durante un periodo in cui l'Europa era divisa tra il cosiddetto "occidente" e "oriente". Nei paesi del blocco orientale, l'ideologia principale era il comunismo, ovvero il socialismo, e in pochi credevano che la situazione potesse cambiare e che i governi comunisti in questi paesi potessero crollare. Giovanni Paolo II credeva in questo cambiamento e, grazie alle sue posizioni e alle sue azioni, che sicuramente sono state illuminate dalle sue ferventi preghiere, ha contribuito ai cambiamenti politici che si sono verificati alla fine degli anni '90 in Europa. Credo che per tutte le sue azioni, siano esse diplomatiche o di altro tipo, chiedesse sicuramente a Dio onnipotente benedizioni, forza, saggezza e le necessarie grazie.

Il suo interesse non riguardava solo l'Europa, da cui proviene e a cui si sentiva più vicino, ma aveva a cuore le questioni di tutto il mondo e di tutti i continenti. Questo è testimoniato dal numero delle sue visite apostoliche e dal suo comportamento durante queste visite. Da tutte le sue posizioni, sia durante gli incontri con persone di alto rango che con persone comuni, ma anche durante la celebrazione delle messe e nella preghiera, era evidente che Egli si prendeva davvero a cuore il destino degli altri e che non era solo una facciata. Quando pregava e si appoggiava al suo bastone pastorale, si percepiva immediatamente il peso delle sofferenze e delle preoccupazioni del mondo intero sulle spalle di quest'uomo e come le presentasse a Dio nella preghiera.

Mi viene in mente il suo insolito interesse per i giovani, nei quali riponeva speranza e ai quali trasmetteva la gioiosa notizia di speranza in Cristo da portare nel mondo. Era consapevole che il futuro dipendeva dai giovani e che, nel periodo della loro vita che stavano vivendo, prendevano decisioni vitali. Sono molto felice che abbia fondato quella che oggi è tradizione, le giornate mondiali della gioventù, anche perché ho potuto partecipare all'ultima di esse a Madrid l'anno scorso. Apprezzo molto l'approccio personale di Giovanni Paolo II a ogni persona che incontrava. Era in grado di realizzare anche le parole di Cristo, secondo cui dobbiamo pregare per i nostri nemici. Con le sue preghiere ha sicuramente contribuito alla conversione del suo attentatore.

Sostenne anche vari movimenti all'interno della chiesa, ad esempio, era sostenitore del Movimento dei Focolari, riguardo ai cui membri o al movimento stesso disse: “Nella storia della chiesa ci sono state molte persone che hanno vissuto radicalmente l’amore. (…) Anche voi - Chiara, focolarini - avete il vostro modo di viverlo radicalmente. (…) L’amore apre la strada. Vorrei che questa strada fosse sempre più aperta per la Chiesa grazie a voi!” (19 agosto 1984 al Centro Mariapoli di Rocca di Papa). Il 3 maggio 1981, durante il suo discorso al Familyfest di Roma, disse: “La vostra spiritualità è aperta, positiva, ottimista, serena e contagiosa... Avete anche avuto un papa... Ho detto che vi auguro di essere chiesa. Ora dico che desidero che la chiesa sia voi.” E il 20 marzo 1983, durante la Giornata della Nuova Umanità, disse: “Spesso, quando sono triste, mi vengono in mente... i focolarini. E in questo trovo conforto, grande conforto!” Anche il suo umiltà si espresse sicuramente nel fatto che sostituì il classico “noi” dei papi con il personale “io”.

Per me personalmente, Giovanni Paolo II è un modello di uomo, perseverante nella preghiera personale. Nonostante le difficoltà significative che ha affrontato, non si è indurito, ma la sua fede - sembra - in questi momenti difficili è cresciuta, ha acquistato forza e intensità. Quando ho visto quest'uomo santo pregare, non è stato possibile trattenere le lacrime - di fronte alla sua testimonianza di fede, speranza, amore, abnegazione... Con quanta concentrazione era in grado di dedicarsi completamente a Dio, sia nei momenti in cui era in buona salute e si impegnava per la Chiesa e per il mondo, sia nei giorni in cui la sua malattia cercava di sopraffarlo! Amava! Amava fino all'estremo e, in effetti, ha dato la sua vita per tutti noi, per la Chiesa, per il mondo come una grande comunità di amici nella fede o nell'umanità. Infatti, grazie alla preghiera, vicino a lui si sentivano tutti. Ogni persona su questo pianeta ha, secondo me, molte sofferenze e momenti in cui non sa davvero come affrontare la situazione data o la vita in generale. Giovanni Paolo II ha anche avuto molte occasioni per cedere alla impotenza, ma ha combattuto e ha messo tutto nelle mani dell'Altissimo. La sua preghiera già “a prima vista” rivelava la profondità e il suo amore per l’altro. Voleva costruire - non solo con la preghiera - un mondo sempre più umano, in cui cresce veramente la dignità di ogni persona: “Madre, accogli i giovani e i bambini, accogli anche i malati e i soli...”

Mi ha colpito una citazione dal libro Diario dell’amicizia,1 dove l'autrice Wanda Póltawska ha annotato il 5 febbraio 1961 le parole del padre Karol durante la guida spirituale: “L'uomo può essere aperto solo di fronte a Dio, perché solo Dio vede l'uomo nella sua interezza. (…) Bisogna aprirsi e consegnarsi completamente a Dio. (…) Non risolvere le cose a livello umano, ma tradurre tutto nella dimensione divina.” Queste citazioni e altre mi portano a una questione fondamentale, ovvero - come viene spesso sottolineato oggi - “aprire Dio nella propria vita ogni giorno e aprirgli il proprio cuore e la propria vita quotidiana.”

Dal libro Preghiere di Giovanni Paolo II2 emerge una cosa fondamentale sul carattere delle sue preghiere, e cioè che era un grande devoto di Maria, molte delle sue preghiere si rivolgono con grande amore alla Madre di Dio - su di questo si basava. Quanto Maria fosse stata la sua guida nella vita lo comprendiamo dalla sua risposta nel momento in cui fu eletto papa. Quando, il 16 ottobre 1978, subito dopo essere stato eletto dai cardinali, gli fu posta la domanda: “Accetti?”, rispose: “Obbediente nella fede a Cristo, mio Signore, e con fiducia nella Madre di Cristo e Madre della Chiesa, accetto nonostante tutte queste grandi difficoltà.”3 La sua missione come pastore della Chiesa universale iniziò poi con queste parole:

“Non abbiate paura!
Aprite, anzi spalancate le porte a Cristo!
Aprite i vostri cuori, le vostre vite,
le vostre incertezze, le difficoltà, le vostre gioie e sentimenti
alla sua potenza salvifica
e lasciate che entri nei vostri cuori.
Non abbiate paura! Cristo sa cosa c'è nell'uomo.
Solo lui lo sa … !”

Penso che queste frasi possano essere comprese come un messaggio all'intera umanità per molte generazioni a venire.