Sono felice perché tu sei felice.

Sei davanti a me come il Risorto ... Risorto davanti a me, non muori più ... Sei qui, davanti a me, per sempre felice. Non ti toccherà mai più nemmeno l'ombra del dolore ... Non conoscerai mai più nulla se non l'incommensurabile, incomprensibile felicità celeste ... Oh mio eternamente beato, amato Signore, quanto è bello guardarti ... Guardarti e dire a me stesso che Tu, che sei qui, regni instancabilmente per sempre nella massima beatitudine. Ah, mi viene un capogiro, perché non ho né parole né pensieri né sentimenti come vorrei avere. Oh mio Dio, anch'io sono beato, perché Tu sei beato. Senza dubbio desidero essere beato, di essere un giorno con Te in cielo ... Tuttavia, mio Dio, alla fine c'è qualcosa di più grande della mia beatitudine, ossia la Tua beatitudine, o, meglio, la Tua beatitudine è la mia beatitudine: la beatitudine celeste risiede infatti sostanzialmente nel nostro amare e nel vedere Te felice ..., non solo in questo, ma soprattutto in questo ... Sei beato, sei qui davanti a me. Non c'è più morte, dolore, tristezza della croce, né un solo sospiro né un solo desiderio ... La beatitudine, eterna, immensamente grande e profonda beatitudine ti avvolge, ti penetra senza limiti. Oh mio Gesù, sei felice, perfettamente felice per sempre! Alleluia, alleluia!

(Charles de Foucauld (1858–1916), appunti, festa della Resurrezione del Signore)