Oh, mio Dio e mia infinita Sapienza, senza misura e senza confini, al di sopra di ogni conoscenza angelica e umana! Oh, Amore, che mi ami più di quanto io possa amarmi e percepirti io stessa! Perché voglio, Signore, desiderare qualcosa di più di ciò che desideri darmi Tu? Perché voglio affaticarmi chiedendoti qualcosa che la mia brama comanda, quando tutto ciò che la mia mente riesce a riunire e per cui la mia brama è capace di desiderare, Sei Tu già penetrato fino in fondo, e io stessa non so cosa mi giovi veramente? Infatti, in ciò in cui la mia anima pensa di trovare guadagno, in realtà sarà la mia perdita. Perché quando Ti chiedo di liberarmi da qualche sofferenza, eppure proprio in essa si nasconde il senso della mia mortificazione, cosa sto realmente chiedendo, mio Dio?
Ma no, mio Dio, no! Nessuna fiducia più in qualcosa che potrei volere per me stessa. Vuoi da me Tu, ciò che desideri, perché anch'io lo desidero, poiché tutta la mia bontà risiede nel piacerti. Se infatti Tu, mio Dio, dovessi soddisfarmi realizzando tutto ciò che la mia brama desidera, mi è chiaro che sarei perduta.
(Teresa d'Avila, Esclamazione dell'anima a Dio, 17,1.2)