Quanto è "ragionevole" la mia fiducia... quanto è stolta ogni ansia.

So che qualcuno mi tiene, e in questo risiede la mia calma e certezza...Teresa Benedetta della Croce (Edith Stein)

L'uomo desidera essere continuamente donato dell'essere, per poter esaurire ciò che il momento gli dà e gli sottrae. Non vuole rinunciare a ciò che gli dà pienezza e vorrebbe essere senza fine e senza limiti, per averlo completamente e costantemente. Gioia senza fine, felicità senza ombre, amore senza confini, vita intensificata senza cedimenti, l'atto più potente, che è anche pace perfetta e rilascio da tutte le tensioni – questa è la beatitudine eterna (...) Questo è l'essere di cui l'uomo ha bisogno nella vita.

All'indiscutibile fatto che la mia esistenza è transitoria, delimitata da un momento all'altro e soggetta alla possibilità di non essere, risponde un altro fatto, altrettanto indiscutibile: che nonostante questa transitorietà, io sono mantenuta nell'essere momento dopo momento e che nella mia esistenza transitoria è contenuta l'esistenza duratura. So che qualcuno mi tiene, e in questo risiede la mia calma e certezza. Non è la certezza sicura di un uomo che sta su un terreno solido con la propria forza, ma una dolce e beata certezza di un bambino, che è portato da un forte braccio, una certezza – oggettivamente parlando – non meno ragionevole. Potremmo chiamare 'ragionevole' un bambino che vive nell'ansia costante di essere lasciato cadere dalla madre?

Nel mio essere mi trovo così in contatto con un essere diverso, che non è mio, ma che sostiene e costituisce la base del mio essere, che di per sé manca di sostegno e base. Per riconoscere in questa base del mio essere, con la quale mi incontro in me stessa, l'essere eterno, posso giungere attraverso due vie. Una è la via della fede: quando Dio si rivela come "Colui che è", come Colui che crea e sostiene la vita, e quando il Redentore dice: "Chi crede nel Figlio ha vita eterna" (Giovanni 3,36). Tutto ciò sono risposte chiare alla misteriosa domanda del mio stesso essere. E quando Dio, per bocca del profeta, mi dice che sta con me più fedelmente del mio stesso padre e madre, che è persino amore stesso, vedo chiaramente quanto è "ragionevole" la mia fiducia nel braccio che mi sostiene e quanto sia stolta ogni ansia e paura di cadere nel nulla – a meno che io non mi stacchi da questo sicuro sostegno.

L'altra via è la via della conoscenza filosofica, che segue un percorso proprio. È la via del pensiero deduttivo, da cui si traggono le prove dell'esistenza di Dio.

Tratto dal libro: Edith Stein, Pensieri e meditazioni
Pubblicato da: Trinitas, 2000
Selezionato e modificato da: Norbert Žuška, OCarm.