Il padre di Elisabetta dalla Trinità era un ufficiale dell'esercito francese, quindi non c'è da stupirsi che Elisabetta sia nata in un campo militare e che i suoi più cari amici siano diventati i figli delle famiglie di ufficiali. La moglie dell'ufficiale George Hallo veniva chiamata da Elisabetta "seconda mamma". A suo figlio Carlo, un amico d'infanzia, Elisabetta dettò poco prima di morire (nel 1906) la sua ultima lettera:
“Caro fratellino,
prima che la tua Elisabetta si innalzi al cielo, vorrebbe ricordarti ancora una volta tutto il suo affetto e il suo proposito di aiutarti giorno dopo giorno fino a quando ci ritroveremo in cielo. Mio caro Carlo, voglio che tu segua le orme di tuo padre, con quella forte fede che fa parte del carattere maschile e lo rende onesto e perseverante. Dovrai affrontare battaglie, mio fratellino, incontrerai ostacoli nel cammino della vita, ma non perdere coraggio. Chiedi aiuto a me, sì, chiama in aiuto la tua sorellina. Così aumenterai la felicità del suo cielo. Sarà così felice di poterti aiutare a vincere e rimanere degno di Dio, dei tuoi onorevoli genitori, i quali sicuramente sono la tua gioia. Non ho più forze per dettare questa ultima volontà di tua sorella, colma d'amore. Quando sarò con Dio, rimani in silenzio in preghiera. Ci ritroveremo e saremo felici per sempre. Ti lascio una medaglia del mio rosario, portala come ricordo della tua Elisabetta, che ti amerà in cielo ancora di più che sulla terra.”
Carlo seguì le orme di suo padre almeno dal punto di vista professionale. Entrò nell'esercito, si arruolò nell'aviazione, partecipò nel 1914 alle battaglie aeree della Prima Guerra Mondiale e fu abbattuto. Anche in uniforme portava sempre con sé questa ultima lettera di Elisabetta e attribuiva la sua salvezza – era uscito indenne – ad Elisabetta: “...chiama in aiuto la tua sorellina...”
Santa Elisabetta dalla Trinità, intercedi per noi!
(Elisabetta dalla Trinità /1880–1906/, corrispondenza, DP 287;
elaborato secondo il sito del Carmelo di Digione)