P. Ivan Hrůša, O.Carm.
Nell'articolo sui prefigurazioni del battesimo nell'Antico Testamento1 è stata menzionata la pericope neotestamentaria 1 Cor 10,1–6 ed è stato sottolineato che: "Paolo parla qui di prefigurazione nel senso di esortazione, ma nei vv. 1–2 e 4 collega il passaggio attraverso il Mar Rosso e il battesimo in Mosè con Cristo." Nella nota a piè di pagina era stato promesso che ritorneremo all'insolita espressione "battesimo in Mosè" in un articolo separato. Nel testo greco originale del Nuovo Testamento ci si imbatte più volte nell'espressione baptizó eis "battezzare, immergere in (qualcuno, qualcosa)".
Elencando tutti i casi di questa espressione nel Nuovo Testamento con precisione:
| Mt 28,19 | ... battezzate le persone nel nome del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo. | |
| At 19,3 | Diss' "In che cosa siete stati battezzati?" E loro risposero: "Nel battesimo di Giovanni." | |
| At 19,5 | Quando lo sentirono, si fecero battezzare nel nome del Signore Gesù. | |
| Rm 6,3 | Non sapete che noi, che siamo stati battezzati in Cristo Gesù, siamo stati battezzati nella sua morte? | |
| 1 Cor 1,13 | Foste voi battezzati nel nome di Paolo? | |
| 1 Cor 1,15 | ... affinché nessuno dica che siete stati battezzati nel mio nome. | |
| 1 Cor 10,2 | ... e tutti furono battezzati in Mosè. | |
| 1 Cor 12,13 | ... noi tutti siamo stati battezzati in un solo corpo. | |
| Gal 3,27 | Poiché quanti siete stati battezzati in Cristo, vi siete rivestiti di Cristo. |
Come emerge dalle citazioni sopra, si esprime nel greco neotestamentario l'espressione baptizó, tradotta come "battezzare", in relazione al battesimo il significato originale di questo verbo, ossia "immergere". In ceco, così come in greco, questo verbo è collegato alla preposizione "in" (in greco eis); quindi immergere in qualcosa/qualcuno.
Una formulazione piuttosto particolare viene dalla frase At 19,3: "essere battezzati in battesimo", "essere immersi in immersione". In questo caso la preposizione eis ha piuttosto il significato del settimo caso ceco: "essere battezzati nel battesimo", "essere immersi nell'immersione". L'intera espressione riflette un modo di esprimersi semitico, che combina con facilità un sostantivo e un verbo derivato dalla stessa radice o con un significato affine: immergere immersione, percorrere il cammino.
Quanto all'atto del battesimo, "immergere" include un duplice livello, fisico e traslato: l'immersione nell'acqua è anche un'immersione nel (nome) di una persona. L'immergersi "nel nome di N." potrebbe forse essere descritto così: "Ti immergo (nell'acqua) invocando il nome di N. (del Padre, del Figlio e dello Spirito Santo, di Cristo, di Paolo, di Mosè)." L'effetto di tale immersione è attribuzione a colui nel quale l'individuo è stato "immerso": al Padre, al Figlio e allo Spirito Santo, a Gesù, a Paolo.
È del tutto esemplificativo l'attribuire a qualcuno colui nel quale è stato immerso, quando Paolo utilizza il verbo baptizó in senso puramente traslato, figurato: l'immersione nella morte, in un solo corpo significa attribuzione alla morte, a un solo corpo.
In 1 Cor 10,2 Paolo parla del battesimo in Mosè allo stesso modo in cui parla altrove del battesimo in Cristo, e quasi incidentalmente accosta la figura di Mosè nell'AT e la figura di Gesù nel NT. L'immersione "in Mosè" quindi per Paolo significa attribuzione a Mosè come mediatore tra gli Israeliti e il loro Dio, e attraverso Mosè attribuzione al Signore.