Pavlína Čančarová
Recentemente ha suscitato grande entusiasmo il documento di Papa Francesco Evangelii gaudium sulla gioiosa trasmissione del Vangelo. In questa occasione abbiamo sfogliato la tesi di laurea di Pavlína Čančarová, da cui un anno e mezzo fa abbiamo pubblicato alcuni brani sulla storia del terzo ordine del Carmelo. Ora possiamo qui riassumere ciò che i documenti del Magistero della Chiesa presentano sul ministero dei laici dopo il Concilio Vaticano II. È importante tornare sempre a queste idee, specialmente per noi in relazione al terzo ordine carmelitano. E a questo aggiungiamo un articolo del documento menzionato di Papa Francesco.
Nella concezione preconciliare cattolica della Chiesa veniva enfatizzato un certo concetto di Chiesa, che si concentrava esclusivamente sulle sue manifestazioni esterne, organizzative, sulla gerarchia. Questo portava a una sorta di identificazione tacita tra la Chiesa e il clero. Il Concilio ha risposto a questo concetto con la dichiarazione che la Chiesa non è prima di tutto un'istituzione con una struttura ben definita, ma è principalmente un mistero. Tutti coloro che attraverso il battesimo appartengono a Cristo sono la Chiesa, vale a dire anche i laici. Prima di tutto, dunque, nei documenti conciliari viene sottolineata la parità fondamentale di tutti i membri del popolo di Dio e solo successivamente vengono distinti i vari stati, uffici e compiti. In questo sta il grande contributo del Concilio Vaticano II dal punto di vista della concezione complessiva della Chiesa, che viene così sviluppata principalmente nella costituzione sulla Chiesa Lumen gentium (LG).
I documenti del Concilio contengono passaggi molto preziosi sulla sostanza, dignità, spiritualità, missione e responsabilità dei laici. A questi seguono ulteriori idee, sviluppate nei documenti post-conciliari: Christifideles laici (ChL) e Novo millenio ineunte.
Per il ministero dei laici sono documenti conciliari fondamentali e più significativi Lumen gentium e il decreto sul ministero dei laici Apostolicam actuositatem (AA).
Lumen gentium definisce per la prima volta in modo positivo il concetto di "laico" nella storia della Chiesa, formula in modo molto generale la missione del laico nella Chiesa e parla per la prima volta apertamente del ministero dei laici. Il laico, dalla prospettiva di Lumen gentium, non è compreso primariamente come "non clericale" o come colui che deve solo essere guidato, ma come colui che, in virtù dei sacramenti di iniziazione, è investito del triplice ufficio di Cristo e quindi appartiene equamente al popolo di Dio. Su questo fatto sacramentale si fonda l'unità profonda e l'uguaglianza di tutti i membri del popolo di Dio e da questa uguaglianza fondamentale deriva anche la comune vocazione di tutti al ministero. Semplicemente, l'appartenenza dei laici al popolo di Dio conferisce loro il diritto e il dovere di partecipare attivamente al ministero di tutta la Chiesa e di esercitarlo secondo le loro possibilità. Un laico non ha quindi bisogno di essere delegato o autorizzato dalla gerarchia per il ministero. Il suo ministero deriva immediatamente dall'appartenenza alla Chiesa. Il laico riceve i diritti e i poteri direttamente da Cristo e dallo Spirito Santo, non dalla gerarchia. Pertanto, il laico, col suo ministero, non ha solo una sorta di partecipazione al ministero della gerarchia.
Questa nuova concezione del laico diventa un punto di partenza per ogni successiva riflessione e sviluppo del concetto di ministero laicale. In sintesi, Lumen gentium sottolinea la dignità dei laici e la loro responsabilità per la missione salvifica della Chiesa.
Il decreto Apostolicam actuositatem è rivolto principalmente ai laici e quindi si occupa in modo più dettagliato dei laici e del loro ministero. Il decreto conferma, approfondisce e sviluppa l'idea della vocazione dei laici al ministero, specifica gli obiettivi del ministero laicale (vale a dire evangelizzazione e santificazione, rinnovamento cristiano dell'ordinamento temporale delle cose e attività caritative), delinea i diversi ambiti del ministero laicale, che sono le comunità ecclesiali, la famiglia, la gioventù e l'ambiente sociale in ambito nazionale e internazionale. Delinea due forme diverse di ministero dei laici: il ministero dell'individuo o il ministero dell'intera comunità. E non da ultimo, si dedica alla necessità di educare tutti i laici al ministero.
Con il titolo del documento "decreto sul ministero laicale", il Concilio intendeva anche, in linea con Lumen gentium, mettere in evidenza che la Chiesa è apostolica nel suo insieme, come popolo di Dio e non solo come gerarchia. Nelle diverse aree missionarie del mondo, infatti, la missione della Chiesa può essere portata avanti già solo dal ministero dei laici.
La costituzione pastorale del Concilio Vaticano II sulla Chiesa nel mondo d'oggi Gaudium et spes menziona il ministero dei laici solo marginalmente, poiché è stata redatta con un'altra focalizzazione rispetto al ministero laicale. 1 Il principale contributo del documento Gaudium et spes per il ministero dei laici è che la realtà del ministero laicale è collocata nel contesto complessivo dell'attuale situazione del mondo e della Chiesa e delle loro interrelazioni, e che il tema centrale della costituzione – "l'uomo" – diventa una prospettiva molto importante per il ministero laicale.
Nel 1988 fu pubblicata la lettera Christifideles laici, che è nata come risultato del sinodo dei vescovi dedicato alla vocazione e missione dei laici nella Chiesa e nel mondo. Questa lettera apostolica di Giovanni Paolo II si basa sui documenti del Concilio Vaticano II, si sviluppa su di essi e li approfondisce. L'obiettivo del documento è rafforzare nuovamente la responsabilità dei laici nella Chiesa e la consapevolezza che la loro partecipazione al ministero della Chiesa è indispensabile e quindi molto desiderata.
La lettera apostolica Christifideles laici è stata redatta già con un certo intervallo di tempo dal Concilio Vaticano II, quindi tutti i partecipanti al sinodo menzionato avevano già avuto modo di valutare retrospettivamente l'intero sviluppo post-conciliare e l'orientamento dei laici nella Chiesa. I padri sinodali hanno riconosciuto che molti laici, nella forza dello Spirito Santo, percorrono la via della santità e quella della comunione, che molti laici partecipano attivamente alla liturgia, alla proclamazione della Parola di Dio e alla catechesi, e che accettano ed esercitano vari servizi e compiti; che c'è uno sviluppo di molte associazioni spirituali e movimenti, i cui membri sono anche laici (cfr. art. 2 del documento).
La lettera non nasconde inoltre che il cammino intrapreso dai laici dopo il Concilio non è stato per loro e per il loro ministero nella Chiesa e nel mondo del tutto privo di difficoltà e pericoli. Menziona due tentazioni cui i laici sono stati esposti dopo il Concilio Vaticano II e da cui non sempre si sono mantenuti lontani. La prima tentazione per i laici e per il loro ministero è stata quella di concentrarsi molto fortemente sui servizi e compiti ecclesiali, fino al punto da rinunciare alla propria responsabilità nei propri lavori, nella società e nel mondo economico, culturale e politico. La seconda tentazione è stata quella della separazione errata tra fede e vita e della separazione tra l'accoglienza del Vangelo e l'attività concreta in varie questioni del mondo contemporaneo e dei tempi attuali.
In nessun ministero, nemmeno in quello svolto dai laici, si può trascurare il ruolo insostituibile dello Spirito Santo. Anche i documenti sopra menzionati parlano dello Spirito Santo come principio vitale della Chiesa e del fatto che proprio lo Spirito Santo sostiene la Chiesa, così come i laici, nel compimento della loro missione.
L'ultimo documento di cui parlerò è la lettera apostolica di Giovanni Paolo II Novo millenio ineunte del 2001. Il Papa è giunto con la sua lettera apostolica per orientare la Chiesa all'inizio del nuovo millennio, a seguito del giubileo dell'anno 2000. Per delineare compiti concreti, un programma concreto. È stato quindi chiesto alla Chiesa di creare un programma pastorale efficace e di radicarlo profondamente nella contemplazione e nella preghiera con l'aiuto di Dio. Un grande contributo di questa lettera apostolica è soprattutto l'enfasi sulla realtà che ogni pastorale e ogni evangelizzazione, ogni ministero devono basarsi su una relazione personale di amicizia con Cristo, che è necessario costruire e approfondire nella preghiera e nella meditazione. Solo i laici, infiammati dall'amore di Dio e illuminati dalla luce di Cristo, che saranno in grado di contemplare, ricevere e leggere nel suo volto, saranno pronti e capaci di mettere in pratica le idee del Concilio Vaticano II sulla vocazione dei laici e sul loro ministero.
E non trascuriamo di prestare attenzione al fatto che nei documenti menzionati troviamo anche riferimenti alla spiritualità della comunità (AA, art. 4; ChL, art. 29).
Evangelii gaudium:
102. I laici sono semplicemente la stragrande maggioranza del popolo di Dio. Serve loro una minoranza, costituita dai ministri ordinati. La consapevolezza dell'identità e della missione del laico è aumentata. Abbiamo un numero elevato, sebbene insufficiente, di laici radicati nel senso di comunità e con una enorme fedeltà all'impegno di amore attivo, di catechesi e di celebrazione della fede.
La consapevolezza di questa responsabilità dei laici, che nasce dal battesimo e dalla cresima, non è ovunque la stessa. In alcuni casi, perché i laici non sono stati formati ad assumere responsabilità, in altri perché, per motivi di un clericalismo eccessivo, che li esclude dalle decisioni, non hanno trovato nei loro gruppi ecclesiali uno spazio per esprimersi e agire.
Sebbene stia crescendo la partecipazione di molti ai servizi laicali, questo impegno non si riflette nell'incorporazione dei valori cristiani nell'ambiente sociale, politico ed economico. Spesso si limita a compiti intra-ecclesiali senza un reale impegno per usare il Vangelo per trasformare la società. La formazione dei laici e l'evangelizzazione delle categorie professionali e intellettuali rappresentano una sfida pastorale importante.
(Il testo integrale dell'esortazione apostolica Evangelii gaudium è disponibile sui siti web della radio Vaticana.)