Quale immagine di Dio affascina l'uomo moderno? (3/6)

Immagine di Dio che guiderà la natura umana nella giusta direzione...Titus Brandsma (1881–1942)

Diventa progressivamente chiaro quale immagine di Dio »emergere« dalla congiuntura attuale del pensiero e quale »concetto di Dio« (1) guiderà la natura umana nella giusta direzione e sarà in grado di incantare le persone e catturarle più facilmente, considerando il pensiero contemporaneo.

Poiché amiamo Dio e vogliamo che tutti lo rendano omaggio, è necessario – se vogliamo presentare alle persone un’immagine di Dio adeguata ai nostri tempi – mettere in evidenza, in particolare, i seguenti aspetti dell’immagine divina (2).

Innanzitutto, dobbiamo percepire Dio come il fondamento più profondo della nostra esistenza, un fondamento che è nascosto nel profondo della nostra natura, ma che può comunque essere »scorto« e riconosciuto. Questo fondamento possiamo riconoscerlo chiaramente con la nostra ragione e, se lo ricorderemo regolarmente, lo avremo intuitivamente sempre davanti a noi. E così non onoreremo Dio solo nel nostro intimo, ma anche nella sostanza di tutto ciò che è creato, nelle persone, nella natura, nell’universo – presenza onnipervadente e penetrante con la sua azione creatrice. La dimora e l’azione di Dio in noi non devono essere solo oggetto di conoscenza intuitiva, ma devono manifestarsi nella nostra vita, nelle nostre parole e azioni, devono irraggiare da tutto il nostro essere e dal nostro modo di agire.

Questa immagine naturale di Dio, che è la più vicina ai flussi di pensiero filosofico contemporaneo, sarà rafforzata quando dal nostro'immagine soprannaturale di Dio, che conosciamo dalla rivelazione (3), metteremo in evidenza quegli aspetti che corrispondono maggiormente a quegli elementi dell'immagine divina naturale e li descriviamo o spieghiamo in modo più dettagliato. Qui penso all'insegnamento riguardo all'»opera di grazia«, a ciò che i teologi esperti comprendono sotto il termine grazia, e alla pratica delle tre virtù divine, che rendono visibile e »scorgibile« sia quest’opera di grazia che anche la presenza divina (4) in ogni creatura. Dove la fede, la speranza e l’amore sono praticati in modo eroico, sentiamo la vicinanza di Dio; come se Dio ci venisse incontro nell’uomo che pratica queste virtù, e ogni persona che vive questa esperienza è affascinata dalla luce divina che irradia.

In questi tempi bui (5), la preparazione e lo sviluppo graduale di tale immagine di Dio è una luce straordinaria. Poco riesce a rendere l'idea di Dio tanto cara e attraente quanto l'immagine che Dio abita in noi, che possiamo scoprire e conoscere dentro di noi, che dimora in tutto ciò che ci circonda, e che la luce che emana dalla presenza di Dio nel nostro intimo può irradiare da tutta la nostra vita. Un tale sviluppo nella filosofia deve certamente essere valutato positivamente, poiché sottolinea in particolare questo aspetto.

La religione si approfondisce in questo »conflitto su Dio« e diventa più interiore, ed è molto gratificante che da questo confronto intellettuale sia emersa una così bella immagine di Dio. Certamente non si può dire che da questo conflitto sia »navigata« questa immagine divina, perché non si tratta di una »nuova immagine di Dio« – piuttosto ha ricevuto una »nuova vita«. Questa »nuova vita« riflette sì l'idea di Dio, che era già qui in tempi passati, ma che brilla di colori propri in ogni epoca. Di solito si tratta di cose marginali, ma la combinazione di quegli aspetti diversi è ciò che importa di più. Tuttavia, se vale il detto dei francesi che »il tono fa la musica« (6), allora qui stiamo parlando di un »nuovo accordo«, in cui l'uomo di oggi può sentire il proprio tono, che (nelle sue orecchie) conferisce a questo accordo un fascino straordinario.

(1) Nel senso: quale concetto, quale comprensione di Dio.
(2) La conferenza è stata tenuta il 17 ottobre 1932 presso l'università appena fondata di Nijmegen. Ovviamente, il nostro tempo è diverso, ma il modo di pensare e cercare un'immagine adeguata di Dio per la proclamazione, come lo vediamo in Tito Brandsma, rimane ispirante anche per noi oggi.
(3) Si intende la rivelazione biblica.
(4) In senso letterale »elemento divino«.
(5) Ci troviamo in un periodo di profonda crisi economica, poco prima della presa di potere legale da parte di Adolf Hitler in Germania.
(6) »C’est le ton qui fait la musique«; la traduzione ceca potrebbe anche suonare: »la melodia forma la canzone«. Il senso di questo detto è che non importa (solo) cosa si dice, ma (molto spesso anche di più) come viene detto; nell’uso di Tito, quindi: anche se la verità su Dio non cambia, conta come viene proclamata, e si deve cercare un modo comprensibile e attraente per l'uomo di oggi.

Tratto dal libro: Engagierte Mystik
Autore: Titus Brandsma
Pubblicato da: Bonifatius-Verlag Paderborn, 1991
Tradotto e adattato da: Norbert Žuška, OCarm.

 


1 2 3 4 5 6