XXI. Mi sento spinta a descrivere, per quanto riesco, in modo un po' più chiaro il modo in cui nei giorni scorsi ho goduto o sperimentato la guida, la direzione, il dolce influsso e la presenza della madre amorevole e del padre amorevole.
Il mio sguardo spirituale si volgeva costantemente verso di loro. Il loro ricordo e la loro immagine erano così impressi nella mia mente e nella mia conoscenza, in modo duraturo e sostanziale, senza alcun mio coinvolgimento da parte mia per guadagnarmi qualcosa di simile attraverso pensieri precedenti o altre attività personali. Accadeva in modo così abituale e sostanziale che tutto fluiva come se fosse automatico e loro, se non erro, apparivano sulla cima dello spirito, senza alcun pensiero precedente su di loro o aspettativa nei loro confronti.
Era impresso in modo tale che anche se cercassi, come mi sembra, di distrarmi e allontanare da me quella visione o percezione e esperienza della loro presenza, non ci riuscirei, a meno che non commettessi qualcosa che a loro non piacesse. Infatti, allora, questa loro presenza si oscurerebbe e svanirebbe, insieme a quella dolce, tenera, innocente e allo stesso tempo rispettosa e attenta amore per loro.
Li vedevo anche nella mente, distintamente e indistintamente. Questa visione era chiara e oscura, non so come spiegarla e renderla comprensibile. Mi sembra che assomigli a ciò che scrive Santa Teresa riguardo ad alcune rivelazioni della madre amorevole e del padre amorevole che ha ricevuto, quando dice che la sua attenzione non era rivolta a qualcosa di particolare nella loro persona, ma che con uno sguardo semplice e con piacere spirituale osservava l'intera essenza della madre amorevole.
Questo sguardo era così semplice che non riuscivo a considerare uno senza l'altro, ma come due in uno e come qualcosa di doppio-semplice. Questo sguardo era compreso nell'unità della sostanza divina.