V. Senza una contemporanea considerazione di tutto ciò che è già stato detto in precedenza, la vita mariana non è così perfetta, ma è più rozza e imperfetta, poiché appartenere a lei, amarla e vincolarsi a lei con il più tenero amore come a una semplice creatura e non come a uno in Dio e con Dio, comporterebbe necessariamente e avrebbe come risultato qualche amore naturale e sensibile, che molto ostacolerebbe l'anima e la allontanerebbe da Dio e la attrarrebbe alla molteplicità, poiché come è l'oggetto, così è anche l'amore per esso; se l'oggetto è naturale o spirituale, così anche l'amore per esso è naturale o spirituale.
VI. Sembra che alla mia anima si illumini un qualche raggio, che mi fa comprendere perché la Madre degna d'amore sia più unita a Dio, più penetrata e avvolta dalla sostanza divina e, di conseguenza, abbia una maggiore partecipazione alle proprietà e perfezioni divine rispetto a qualsiasi santo e agli spiriti angelici più illustri. Infatti, quando fu elevata da Dio a tale dignità, affinché nel suo grembo verginale concepisse la Parola eterna del Padre, divinizzò quella Parola, quando riposò in essa per nove mesi; così la sua natura, corpo e anima, la avvolsero, penetrarono, la assunsero in sé, si unirono con lei, la trasformarono in sé e quasi la mutarono in sé con il vincolo più stretto dell'amore della Parola eterna verso di lei e viceversa del suo amore.
VII. L'amato mi fa vedere e riconoscere con gli occhi illuminati della fede la nobile elevazione di Maria, l'incomprensibile esaltazione, la potenza e l'autorità con cui Dio l'ha dotata per tutta l'eternità. Come Dio la ha stabilita come mediatrice e rappresentante tra la sua maestà e gli uomini, e anche come riconciliatrice della giustizia divina. Vedo anche con una chiara visione interiore, che Dio l'ha designata come distributrice di tutte le sue grazie divine, benevolenze e misericordie agli uomini, in modo che nulla esca benevolmente, con grazia e misericordia da Dio o si riversi sugli uomini, se non attraverso le mani di questa Madre così degna. Tutto deve passare per le sue mani generose, proprio come le acque scorrono attraverso un canale. Dio volle adornarla di così tante grazie, perché la riconobbe tra tutte le donne degna di essere Madre del suo Figlio Unigenito, Madre di Dio. E così la rese così simile a sé, la rivestì delle sue proprietà e perfezioni divine, così intimamente la unì alla sua sostanza divina, che mi sembra come se fosse una con Dio. Era giusto che così fosse la Madre di Dio.
VIII. Ho ricevuto ancora un altro raggio, con cui comprendo meglio dal punto di vista sia semantico che pratico, di quanto ho scritto in precedenza, questa vita in Maria, per Maria e presso Maria. Ciò che di essa comprendo e sperimento, mi porta spontaneamente alla mente le parole: “l'anima è più là dove ama che dove vive.” Questo conferma tutto ciò che ho scritto fino ad ora su questa vita in Maria. In questo senso, si deve comprendere al meglio quella fusione, godimento e unione dell'anima in Maria e con Maria; e anche quella trasfigurazione o trasformazione in Maria, come ho detto sopra. Poiché è natura innata dell'amore connettere l'amante con l'amato, e così unire, cementare, far fondere l'amante con la cosa amata, che sembrano essere solo uno.
Inoltre, come il Padre eterno ha mandato lo Spirito del suo Figlio nei nostri cuori che grida Abba Padre, cioè produce il più tenero amore filiale verso il Padre celeste, così lo stesso Spirito del Figlio di Dio in alcune anime grida Ave Mater, cioè produce il sentimento filiale di amore verso questa Madre così dolce e degna d'amore, Maria. Poiché uno e lo stesso spirito di Cristo suscita in anima questo amore e vita in Maria, come in essa suscita amore e vita in Dio, come fu nel nostro amato Gesù. Qui sono custoditi i misteri, che attraverso il santo silenzio evito, e ognuno ne assaporerà secondo la misura del suo amore.